Politica o gossip...???

Quello che è certo è che... In Italia siamo alla solita riedizione del "Grande Bordello"!!!

Gulp!!! Sob!!! Il ciel c'aiuti! Vizzani ci assista!!! Chef Maxime preghi per noi!!!
L'Italia è stretta e lunga!"
E' questa una delle frasi più gettonate tra i venditori, ma anche la più vera.
Ed anche nell'ultima riunione di lavoro a cui ho preso parte nei giorni scorsi (ero a Firenze o meglio, nella periferia fiorentina in vece del mio boss che aveva problemi di salute), questa apparentemente ovvia affermazione è ricorsa più e più volte.
Spostandoti di appena pochi chilometri dal tuo "mondo", ti rendi conto però di come questa frase contenga una verità inconfutabile.
Sono partito giovedì mattina, in treno: Eurostar ad "alta velocità" direzione Firenze. Pioveva a dirotto a Napoli. Avevo l'ombrello in una mano e trascinavo il trolley con l'altra. Ero di fretta anche se avevo tutto il tempo per arrivare in stazione, la strada melmosa, una griglia della metropolitana e... "SWISSSHHH"... uno scivolone degno del migliore Charlie Brown.
Atterrato sul fondoschiena, mi sono reso conto che per fortuna non mi ero rotto nulla (un pollice dolorante a parte, ma era il minimo) e in quella, una signora che mi aveva visto decollare ed atterrare, è corsa fuori dal suo negozio per acertarsi delle mie condizioni. Mi fa "ma si è fatto male??? Eppure io l'avevo scritto su quel cartello 'Attenzione che si scivola' "
Ed in effetti, strizzando gli occhi noto che alla fine della griglia, un paio di metri oltre il mio atterraggio, c'era un bidone del riciclaggio della carta con su quel cartello scritto per uno con 10/10 di vista.
Bè - le rispondo - non sono riuscito a leggerlo in tempo! - e sono scoppiato a ridere un pò per la figuraccia, un pò pensando alla gag, ed un pò per l' "intelligenza" di quel cartello scritto in piccolo e posto dopo la zona di pericolo e non prima.
Ma in fondo la signora è stata gentile. La tranquillizzo sul mio stato di salute, controllo che non sono troppo lercio per proseguire e mi dirigo verso la metro che mi avrebbe portato alla Stazione Centrale.
Nel treno, un Eurostar che si presumerebbe "vip", il solito teatrino di mendicanti/ambulanti che solo a sud di Roma si può vedere:
"Minnnerrralle, pannini, cochecoleeeeeeeee! Minnneralle pannini coccchecoleeeeeeeeee chi vuoleeeeee"
"Aiutaree poverrrra dona straniera tengo familia tengo bambini tengo fame no tengo soldi aiutare tu spicci dare me qualcosa piacere aiutare dona povera straniera..."
"Guagliò, aggià purtà annanz na famiglia, te vuò comprà sti casettini? E vendo o' mercato a dieci euri, tu ramm na cosa a piacere"
Quest'ultimo era il tipo più fastidioso dei mendicanti: quello "estorsore" che finge di chiederti una cosa "a piacere" per poi riempirti di insulti se non compri i suoi calzini (o altro) o se gli dai "solo" pochi euro e non raramente, è un tipo che passa dagli insulti alle minacce od anche all'aggressione fisica. E così un ragazzo che voleva dargli un paio di euro (aveva solo quelli forse), si è dovuto sorbire una mezz'ora di maledizioni.
Arrivato il mio turno l'ho fulminato sul tempo e senza neanche guardarlo mentre mettevo gli auricolari dell'Mp3, gli ho detto che non volevo nulla. Mi sono beccato solo un "Marò, ma che gente!" e m'è andata di lusso.
Il treno finalmente parte, arriva a Firenze con addirittura 5 minuti di anticipo. Lì mi aspettava un gentilissimo collega che mi ha accompagnato all'albergo, situato vicino l'azienda ma lontano dal centro cittadino.
Giusto per parlare del più e del meno gli racconto che manco da Firenze da più di dieci anni, c'ero stato per il Servizio Civile ed è una città che m'è rimasta nel cuore.
"Bè, l'è cambiato di poco in questi anni. C'è solo un sottopasso nuovo lì, ma è il solito troiaio di traffico!"
Lamentarsi del traffico di Firenze con un napoletano che nel traffico ci vive e che se vede una strada "libera" dalle auto viene preso dagli attacchi di panico, mi sembrava comunque una cosa quantomeno ironica. Ma tant'è ricordo che i Certaldini odiavano Firenze per "il traffico e il casino" ed io che ridevo di quelle affermazioni.
Ce ne sarebbero mille altri di aneddoti da raccontare sulla riunione, sul collega che parla del problema dell'euro facendo un paragone tra i prezzi delle prostitute con la lira, col dollaro ed ora con l'euro, salvo poi aggiungere "Ovvia, non che uno vada con le prostitute, ma si fa per dire!" (certo, come no!
). Ma per motivi di sintesi mi fermo qui.
Certo è che confrontandomi con i colleghi del centro-nord, mi rendo sempre più conto che l'unità d'Italia sia sempre più un concetto lontano dalla realtà. Viviamo realtà totalmente diverse, da noi "vivere" costa il doppio dello sforzo e non solo, ma abbiamo anche fama di essere gente del terzo mondo, e forse, non a torto. Qui la sopravvivenza non è garantita, la qualità della vita scade ogni giorno di più e quelli che altrove sono diritti intangibili da noi diventano privilegi.
Te ne accorgi, per dirne una banale, dalla bellezza delle loro auto. Se anche si avesse i soldi qui, per esempio, per comprarsi una Volvo, un Suv, una Mercedes o simili, dovresti poi fare i conti con la malavita, con i vandali, con gli spazi angusti e gli incivili che ti parcheggiano negli sportelli. E ti devi rassegnare a tenerti il tuo catorcio, con tutti i suoi graffi, "eredità" di un malnato parcheggiatore, rassegnarti a pagare una tombola il diritto a parcheggiare vicino casa, rassegnarti che ogni giorno che esci, non sai mai quali "avventure" dovrai affrontare solo per recarti da casa al lavoro, nella speranza che un gruppo di manifestanti non isoli il tuo quartiere e ti privi persino del diritto di dormire a casa tua, così come è successo a mia sorella, con marito e bambina due sera fa.
"Amore... Ti spiace passare un pò il mocio? Magari prima però spazzi un pò casa??? Ciao... Io vado al lavoro".
Eh... Ai tempi dei miei genitori la mia mamma che era casalinga, restava a casa e sfaccendava dalla mattina alla sera, tenendo a bada quattro pargoli e la casa pulitissima, per quanto umanamente possibile e quando il mio pà tornava a casa anche lui dopo una dura giornata di lavoro, la mia povera mamma-casalinga aveva pure da passare l'esame 'mano sul pensile' che verificava che non vi fosse polvere.
Per fortuna almeno, la mia Vera non mi passa la mano sul pensile per verificare che io abbia eseguito le "faccende" come si deve
Che volete? Come dicono i latino-americani è "el mundo al revès" o forse no, è solo che ci siamo evoluti verso un altro modello sociale dove ognuno deve dare il suo contributo come può.
Ma a me non pesa fare l' "omino di casa", anzi! Soprattutto cucinare mi diverte molto, lavare i piatti non mi affatica granchè. Per il resto delle "faccende" me la cavo. Sono ancora impedito col ferro da stiro, ma colloquio amabilmente con la lavatrice... Ehm... Al ritorno di Vera, per premio, mi ha consentito di accompagnarla al mercatino rionale e lì, tra offertissime, prezzi stracciati, bancarelle e ceste dove trovare l' "affare", ho capito che mi ci vuole una full immersion di rutto libero, di filmacci con Alvaro Vitali e la Fenech e un campionato di bestemmia creativa insieme a qualche vecchio, "fidato" amico, prima di mettermi a cantare a squarciagola "I want to break free" con la scopa come microfono! 
Devo confessare un crimine terribile...
...
...Ho privato la mia "bimba" del suo animaletto...
In realtà le cose sono un pò complicate da spiegare - vi ricordate della micia treppiedi? - l' "animaletto" è diventato una gattona... Nel mentre noi si traslocava è cresciuta, ha esplorato i "vasti" territori della mia casa natale e si è abituata a stare con mia madre e le si è affezionata, e mia madre a lei, nonostante la sua iniziale ritrosia... Ecco, ora mia madre aveva anche bisogno di "qualcosa" cui badare visto che in pochi mesi prima mio fratello, poi io, siamo andati a vivere nelle nostre rispettive case. E così abbiamo deciso di lasciarla lì dov'è.
E poi ora sarebbe stato anche complicato farla abituare ai nostri spazi non proprio amplissimi e perdipiù, impedirle di stare in camera da letto (visto che mi sono pure scoperto allergico al pelo felino!).
Ecco, però nella vita la "coperta" è sempre corta... Ora c'ho Vera che si sente giustamente defraudata della presenza di un "animaletto" cui badare a sua volta (a parte me ovviamente
)... Quindi sta pensando di prendere in sostituzione un altro esserino semovente e pelosiforme... (a parte me, ovviamente!)... Un coniglio nano? Un altro gattino? Un iguanodonte pelusciato?
Non si sa... Lo scopriremo solo vivendo...
Per tutti i non-napoletani che mi leggono...
Napoli sta vivendo una delle più brutte pagine della sua storia, sicuramente la più brutta dall'epidemia di colera degli anni '70, persino peggiore di quella del terremoto del 1980.
Siamo ormai ricoperti dai rifiuti: quelli che stanno lì maleodoranti ad invadere le strade, quelli che invece camminano e forse sono persino peggiori dei sacchetti che ormai sono dappertutto, e quelli che incollati alle proprie poltrone, non riescono minimamente ad ammettere i propri errori (ed orrori) per fare finalmente un dovuto passo indietro.
CHE VERGOGNA!!!!
Update: Da stamattina la zona di Materdei è isolata quasi totalmente per via di "ignoti", o meglio, figli di madre ignota, che hanno riversato e intraversato contenitori e sacchetti al centro strada. Di questo però, misteriosamente, nessun media ne parla, nè tantomeno si vede un "rappresentante dello Stato" a presidiare e se possibile risolvere la situazione. Siamo ostaggi signori miei!!! La Camorra ha dimostrato in questi giorni che ha potere militare tale da potersi scindere dallo "Stato" italiano... A Bossi&co. gli fanno un baffo questi!
Se c'è una cosa che Vera sta scoprendo, in questi primi giorni di convivenza, è che le è toccato come partner una sorta di "Ratatouille" bipede e senza coda!
(Bè sopravvolerei volentieri sul fatto che sta anche scoprendo di essere costretta a subire le mie battutacce 24h su 24, sul fatto che l'altro giorno mi avrebbe volentieri ucciso perchè le ho chiesto "soltanto" quindici volte come delle uova sode fossero tanto misteriosamente sparite dall'insalata che aveva preparato e soprattutto sopravvolo sul fatto che la poverina sta lottando contro la biancheria che ogni giorno, inesorabilmente le sporco)...
Bè, però cerco di dare il mio contributo e di farmi perdonare come posso!
In fondo me lo diceva sempre la mia capa quando facevo l'obiettore in quel boccacesco paesello toscano: "o' mimmo, tè tu sei un uomo da sposare! Beata la donna che ti si marita!" .
Orbene veniamo al dunque: tra i miei tanti esperimenti culinari di questi giorni (io sono un creativo anche in cucina... Prendo gli ingredienti che ci sono e vedo che ne esce fuori... Qualche volta vengono anche delle cose buone, altre mangiabili... Bè altre... Pizzeria?)... Ieri sera mi sono cimentato con la mia prima pizza casalinga: avevo già preso la farina, poi sono andato a caccia del lievito di birra, origano ed ho improvvisato una marinara che, per i non napoletani, è la pizza fatta con pomodoro, origano, aglio.
Anche secondo l'obiettivissimo e liberissimo parere di Vera (ottenuto soltanto dietro minaccia di non cucinare più per lei), a parte il sale nell'impasto del quale mi sono ricordato solo dopo averla infornata, come primo tentativo non è stato proprio malvagio... Diciamo che l'impasto era discreto, la consistenza pure... Posso fare di meglio ma... Ho visto anche di peggio... Essì Vera cara... Sei proprio una donna fortunata... Verrrrro??? 